
1) Il Paesaggio dell'Acqua. A questo progetto hanno partecipato i seguenti comuni: Fabro, Ficulle, Allerona, Castel Viscardo.
Questo progetto, ripercorrendo sentieri già esistenti nel territorio orvietano per una lunghezza totale di circa 130 km, mette in comunicazione tra loro siti e manufatti che fanno parte del patrimonio del Paesaggio dell’Acqua, dai fiumi ai torrenti, dalle sorgenti, ai mulini e fontanili.
I percorsi sono i seguenti:
Itinerario della Bonifica, tra i comuni di Fabro e Ficulle.
Ripercorrendo per la vecchia strada che portava a Carnaiola, si costeggia il fiume Chiani fino a giungere al Muro Grosso. In questo itinerario è possibile osservare le opere idrauliche e le "colmate", zone che venivano colmate di terra, da cui il nome, per bonificare i territori acquitrinosi.
Itinerario delle Crete, tra i comuni di Fabro, Ficulle e Allerona.
L'itinerario, partendo da Fabro, attraversa il territorio ficullese passando per la zona dei calanchi o "crete", conformazioni geologiche argillose di grande suggestione, per terminare ad Allerona.
La passeggiata può avere un andamento Nord-Sud, quindi da Fabro ad Allerona, oppure un andamento Est-Ovest, da Ficulle ad Allerona.
Itinerario del Paglia, tra i comuni di Allerona e Castel Viscardo.
Si tratta di un percorso di carattere fluviale poichè segue le rive del fiume Paglia tra i comuni di Allerona e Castel Viscardo.
2) La Via dell'Acqua. A questo progetto hanno partecipato i seguenti comuni: Parrano, Montegabbione, Monteleone di Orvieto, San Venanzo.
Questo progetto pone l'attenzione sull'acqua intesa come risorsa da valorizzare e salvaguardare mediante uno sfruttamento sostenibile. La “Via dell’Acqua” ha lo scopo di porre l'attenzione su questo elemento considerandolo sotto le sue forme caratteristiche: le fontane, i fontanili, le sorgenti e i ruscelli. Questi luoghi sono segnalati con una cartellonistica che descrive il corso d'acqua o il fontanile, mettendo l'accento sulla sua storia e sulle sue proprietà organolettiche, chimiche e fisiche.
3) La Via delle Fonti. A questo progetto hanno partecipato i comuni aderenti allo S.T.I.N.A.
Questo progetto si propone di valorizzare e tutelare fontanili e fontane che si trovano disseminate nel territorio orvietano. Questi manufatti sono, quindi, percepiti come patrimonio di tradizioni rurali, per tanto si è provveduto al restauro di 13 fontanili, alcuni dei quali vanno ad integrarsi con sentieri già esistenti e con l'altro percorso ecomuseale legato ai fontanili "La Via dell'Acqua".
4) "Percorso d'Arte" Santa Maria - Fabro. Trasversale con Storie d'Umbria. A questo progetto ha partecipato il comune di Monteleone d'Orvieto.
Il percorso nasce a Santa Maria, frazione del comune di Monteleone d'Orvieto, e giunge fino a Fabro Scalo. L'itinerario ripercorre la viabilità secondaria e locale e, attraversando un piccolo corso d’acqua, scende verso valle fra boschi e campi coltivati. Esso raggiunge la SS 71 e da qui, fiancheggiando la strada asfaltata mediante un marciapiede, giunge fino alla stazione di Fabro. Su ciascun ingresso di questo percorso sono poste delle piccole sculture mentre all’interno di una zona boschiva è stato realizzato un primo microgiardino d’artista, ossia un’area in cui l’artista, Marco Gabriel Perli, si confronta con la natura. Si auspica che nel tempo potranno essere creati altri Microgiardini.
5) Il Diario di Montegabbione. Il presente lavoro si configura come la mappa di comunità di Montegabbione. Questo progetto è stato condotto mediante un questionario inviato alle scuole e alle famiglie del comune. Le risposte raccolte hanno composto un quadro ben preciso della percezione del paese da parte di coloro che ci abitano. I dati e le interviste hanno, infatti, messo in luce il modo di raccontare il passato attraverso immagini, da cui traspare il legame affettuoso con luoghi e monumenti. In questo modo è stato messo in evidenza come i ricordi abbiano un significato importante per la ricostruzione della storia del comune.
6) Il Manuale del Facilitatore Ecomuseale. Questo manuale nasce dall’incontro dell’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, nato nel 2003, e l’Ecomuseo del Vanoi attivo in Trentino fin dal 1996. Il Manuale del Facilitatore Ecomuseale è un compendio di “perle di saggezza”, un condensato in cui si tenta di dare una carrellata di tecniche, strumenti e aiuti concreti per il ruolo del facilitatore.
















