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Il Sistema Teritoriale d'Interesse Naturalistico Ambientale(STINA) del monte Peglia-Selva di Meana, ” si trova in posizione centro-occidentale e, nel suo insieme, comprende gran parte del territorio proprio della Comunità Montana “Monte Peglia e Selva di Meana”è costituito anche da tre diverse ed importanti Aree Naturali Protette: “Selva di Meana-Allerona”; “Bosco della Melonta” e “San Venanzo"

Superficie STINA totale: ha.44270

Superficie Aree Naturali Protette totale: ha 4.535

Comuni: Allerona, Ficulle, Parrano, San Venanzo, Orvieto, Castelviscardo, Montegabbione, Monteleone d'OrvietoTodi, Fabro..

Le attività umane sono in massima parte incentrate sull’agricoltura, condotta quasi esclusivamente in maniera non intensiva, sulla silvicoltura e sull’allevamento, mentre le produzioni di tipo industriale, pur se presenti, sono concentrate in massima parte alla periferia dei maggiori centri urbani che ricadono all’interno del suo territorio e, cioè: Allerona, Ficulle, Castel Viscardo, Monte Rubiaglio, Parrano e San Venanzo, senza, però, assumere mai un carattere invasivo. Importanti sono anche le produzioni artigianali quali le terrecotte artistiche di Ficulle ed i mattoni in cotto di Castel Viscardo, e la vastissima produzione di prodotti alimentari tradizionali e biologici.

Il patrimonio naturalistico ed ambientale di questo territorio è tra i più vasti ed articolati dell’Umbria e dell’intera Italia centrale, spaziando dai valori più propriamente naturalistici (vegetazione e fauna), ai suoi importanti giacimenti paleontologici, geologici, preistorici, archeologici e storici. L’area è facilmente raggiungibile sia utilizzando l’adiacente tracciato della E45 (S.S. 3 bis) dalla quale si arriva a S.Venanzo, sia utilizzando l’asse viario dell’ “Autosole”, sia tramite la ferrovia, che collega tutta l’Italia con l’area dell’Orvietano.

  L'ambiente naturale:

Flora: i rilievi maggiori si trovano nell’area del Peglia con il monte omonimo (837 m), mentre per l’area di Allerona si segnala il Poggio Spino (810 m). Il complesso territoriale è solcato da numerosi corsi d’acqua, tra i quali ricordiamo il T.Chiani, il F. Paglia, il T.Faena e il Fosso del Fersinone. Ampi boschi di cerro caratterizzano soprattutto l’area montano-collinare di Allerona e la Selva di Meana, mentre le leccete ed i boschi di corbezzolo vegetano nell’area protetta della Melonta - Bosco dell’Elmo. L’ambiente montano del Gruppo del Peglia è caratterizzato da cerrete, ma anche da estese pinete, gran parte delle quali di proprietà demaniale. Ricchissima è la flora che compone il patrimonio di questo territorio, calcolabile in oltre un migliaio di specie, molte delle quali rarissime come l’Ipocisto rosso (Cytinus ruber).

Fauna: altrettanto ricco ed articolato è il patrimonio faunistico, proprio in virtù della grande differenziazione ecologica degli ambienti. Tra la fauna di maggor pregio si ricorda il Gatto selvatico, la Martora, il Falco pellegrino, il Gufo reale, la Salamandra pezzata, il Cavedano etrusco, ed il Gambero di fiume. Ricchissimo anche i patrimonio entomologico, per il quale citiamo due bellissime specie di farfalle diurne: Zerynthia polyxena cassandra e Charaxes jasius.

Paleontologia: il patrimonio naturale della zona possiede anche numerose testimonianze paleontologiche, tra le quali, prima di tutto, il giacimenti preistorico del Monte Peglia, vecchio di 700.000 anni, uno dei siti più antichi conosciuti per l’Italia; importantissimi anche i giacimenti fossiliferi dell’area di Fabro e Ficulle, tra i cui calanchi affiorano milioni di conchiglie del Pliocene. Per le singolarità gologiche da evidenziare il parco vulcanologico di San Venanzo, nelle cui rocce si rinvengono alcuni rarissimi minerali, veramente unici per l’Italia, come la kalsilite. Infine, ma solo per ordine di tempo, merita visitare le Gole di Parrano, una forra incisa e tortuosa che in certi punti mostra delle pareti a picco alte circa 70 metri, dalle quali si accede anche al complesso di grotte conosciute come le “Tane del Diavolo”. L’accesso alle gole ed alle grotte è guidato anche per la difficoltà del percorso.

Il patrimonio storico e culturale

La zona dell’Umbria compresa tra il territorio di Chiusi e di Orvieto è abitata da tempi antichissimi, come testimoniano le numerose testimonianze lasciate nella zona a partire dall’età paleolitica e neolitica nei comuni di San Venanzo, di Parrano, di Montegabbione e di Orvieto. Durante il periodo della protostoria umbra (VIII-VI sec a.C.), sulle alture più eminenti furono edificati diversi castellieri; ne rimangono alcuni soprattutto nel comune di Montegabbione, nel comune di Orvieto, presso Titignano, e nel territorio di San Venanzo. Con l'espandersi della potenza etrusca (VI-IV sec. a.C.) l'area risentì soprattutto dell'influenza di Orvieto e di Chiusi, come dimostrano varie necropoli con tombe a camera. I Romani si impossessarono di questa zona a partire dalla prima metà del III sec. a.C. (Orvieto venne conquistata nel 268 a.C.) e, per meglio controllare i nuovi domini, aprirono la Via Cassia, di cui restano alcuni tratti individuati in varie località. Nel 108 d.C. venne aperta la via Traiana Nova; e anche di questa strada restano vari tratti e ruderi di ponti. Ricchissima è la documentazione medioevale, e quasi tutti i borghi conservano le strutture difensive fortificate: Trevinano, Castel Viscardo, Monterubiaglio, Meana, Ficulle ed Allerona sono solo alcuni degli esempi migliori. Oltre ai numerosi castelli e borghi fortificati sono particolarmente interessanti cinque conventi tre dei quali, secondo la tradizione, furono fondati direttamente da S.Francesco agli inzi del XIII sec.; nel loro insieme costituiscono un itinerario sacro ancora praticamente sconosciuto ed interessante: S.Maria della Spineta, nel comune di Fratta Todina; S.Angelo in Pantanelli e l’eremo della Pasquarella, entrambi sulla statale 448, nel comune di Baschi; l’abbazia di S.Nicolò, tra Parrano e Ficulle, ed il convento della Scarzuola nel comune di Montegabbione. Tra le numerosissime ville storiche presenti, ricordiamo la Villa Chaen nel Comune di Allerona e Villa Faina a S.Venanzo, entrambe del XIX sec.

Fruizioni e modalita' di visita

 L’area è servita da una fitta rete viaria minore, che affiancata a quella principale, permette di raggiungere facilmente tutte le località d’interesse. Il territorio non ricompreso all’interno delle tre Aree Naturali Protette ha un’accessibilità totale e libera, assoggettata solamente al Codice Civile della Strada ed alle norme della Buona Educazione. L’accesso alle Aree Naturali Protette, invece, prevede alcune regole di comportamento particolari, appositamente redatte per consentire una controllata fruizione dei beni naturali e storico-culturali. A questo proposito si consiglia di contattare la Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, Ente gestore delle tre Aree Naturali protette, presso la quale sarà possibile avere, informazioni, copia del regolamento alle visite, itinerari consigliati, e materiale informativo vario. Altri materiali informativi inerenti la sentieristica, possono essere ritirati presso i vari uffici comunali. La fruizione scientifica e sportiva Anche in questo caso le attività possono essere svolte liberamente e soggette solo alla vigente Normativa di Legge in materia, solamente all’esterno delle tre Aree Naturali Protette. È possibile svolgere anche attività sportive e di ricerca scientifica all’interno del territorio tutelato, ma anche in questo caso sarà necessario attenersi a quanto previsto dagli appositi regolamenti di cui al punto precedente. In particolare per quanto riguarda la ricerca scientifica che comporti prelievi o l’accesso a zone particolari (Zona 1 corrispondenti ad aree di “Riserva Naturale Orientata”), è necessario sottoporre preventivamente alla Comunità Montana lo specifico piano di ricerca, specificando finalità, tempi e modalità di esecuzione, al fine di ottenere il necessario permesso. Per le attività di ricerca scientifica che comportino solamente l’osservazione dei beni naturali e le riprese fotografico-filmate, queste possono essere eseguite liberamente, pur nel rispetto delle norme comportamentali stabilite dai regolamenti. Per quanto concerne le attività sportiveall’interno delle Aree Naturali Protette, queste possono essere effettuate liberamente solo in maniera amatoriale e, comunque, nel più rigido rispetto delle norme stabilite dai regolamenti reperibili presso gli uffici della Comunità Montana.

LE PIÙ IMPORTANTI VALENZE AMBIENTALI

La Selva di Meana e di Allerona I Calanchi di Fabro e Ficulle I Boschi della Melonta e dell’Elmo Il Fosso del Fersinone Il Parco Vulcanologico di San Venanzo Il Torrente Chiani Il Giacimento Preistorico di Monte Peglia Il Torrente Faena - Felcete La Foresta Demaniale del Monte Peglia Il Fiume Peglia La Gola di Parrano e le Tane del Diavolo Le Fonti di Tiberio

SCARZUOLA

  

Vuoi visitare la Scarzuola?..clicca qui e chiedici come! oppure chiama il 331.6742260



Centro Servizi Turistici

All'uscita dell'autosole (casello di Fabro), la porta di accesso al Parco STINA e alle meraviglie della nostra terra..ti Aspettiamo!


Villa Cahen

Insieme alla Scarzuola, i giardini di Villa Cahen sono una Bellezza della natura da non perdere..


Sposarsi alla Scarzuola..(Wedding at Scarzuola)

Un giorno importante in una cornice unica... 

La cooperativa è a tua disposizione per esaudire ogni desiderio!

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Educazione Ambientale

Le proposte didattiche della cooperativa per le scuole di ogni ordine e grado.


Ristorante Cantagallina

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Parco e Museo Vulcanologico

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