Palazzo della Corgna è l'esempio più importante di architettura rinascimentale in Città della Pieve e si colloca proprio al centro del borgo, nel punto di intersezione delle due vie principali e davanti al Duomo.
La sua costruzione fu voluta da Ascanio della Corgna, marchese di Castiglion del Lago e del Chiugi, guercio da un occhio, uomo avventuroso e irrequieto e Maestro di Campo delle truppe papali nella Battaglia di Lepanto (1571) contro i Turchi. Ascanio era nipote del Papa Giulio III del Monte, il quale nel 1550 lo nominò Governatore Perpetuo di Castel della Pieve. Il palazzo, in questo contesto, quindi si connota come un emblema di auto-celebrazione neofeudale, come Palazzo Farnese di Roma.
L'edificio fu costruito dall'architetto perugino Galeazzo Alessi, di cui Ascanio fu allievo. La costruzione del palazzo ebbe varie vicissitudini e in seguito alla morte di Ascanio fu concluso per volere del fratello il Cardinale Fulvio. Nel '600 il palazzo fu confiscato dalla Camera Apostolica e fu venduto alla famiglia romana degli Amidei e successivamente nel '700 fu venduto ai Mazzuoli.
L'aspetto ricorda moltissimo i palazzi romani dell'epoca, in particolare Palazzo Farnese. L'Alessi, infatti, si era formato in ambiente romano presso Antonio da Sangallo, che fu l'ideatore di Palazzo Farnese e di Palazzo Crispo da Marsciano ad Orvieto. Quest'ultimo palazzo è ritenuto il diretto antecedente di Palazzo della Corgna.
L'Alessi sente anche molto l'influsso dell'architettura del primo '500, con suggestioni che rimandano a Giulio Romano e a Baldassarre Peruzzi.
Gli interni del palazzo hanno tutti il soffitto con volte a padiglione e sono tutti decorati con affreschi con grotteschi, al cui interno sono presenti dei riquadri di carattere sacro e mitologico, secondo il gusto del '500 romano.
Al piano terra è presente la Sala del Governatore che fu decorata da Nicolò Circignani detto Il Pomarancio, con l'affresco chiamato "Il Concerto". Questo affresco è stato interpretato come glorificazione della Famiglia della Corgna quando ottenne il Marchesato. Il resto del palazzo, quindi gli scaloni monumentali e le Sale Nobili del primo piano, furono affrescate da Salvio Savini su committenza del Cardinale Fulvioi. Lungo gli scaloni furono rappresentate "Le Virtù Cardinali" e "Le Virtù Teologali", mentre nella Sala Grande al primo piano, "Il Convito degli Dei" e "Gli Amori degli Dei", tratti dalle Metamorfosi di Ovidio.
Sempre al piano terra, infine, è presente un obelisco etrusco del V sec. a.C. rinvenuto nel territorio di Città della Pieve.
















