Il borgo di San Venanzo si trova alle pendici del Monte Peglia, a soli 40 km da Orvieto ma al confine con il territorio perugino della città di Marsciano.

Le prime attestazioni della presenza umana in questo luogo si fanno risalire al Paleolitio e da questo periodo la frequentazione è proseguita fino ai giorni nostri. Le testimonianze delle varie fasi insediative presso San Venanzo sono visibili presso il Museo Archeologico di Perugia.
Attorno all'edicola dedicata al patrono del paese, San Venanzio, invece, si fa risalire la costituzione del centro storico del paese avvenuta negli anni precedenti all'anno 1000. Il borgo fu possesso dei Monaldeschi e subì i numerosi conflitti che avvenivano tra i diversi rami di questa famiglia, che all'inizio del Rinascimento si frazionò in quattro grandi famiglie.
Dell'antico castello di San Venanzo restano solo alcuni frammenti che nel XIX secolo furono inglobati nella costruzione di Villa Faina, edificio voluto appunto dalla nobile famiglia orvietana dei Conti Faina e oggi sede del Comune.

Monumenti pregevoli presso San Venanzo sono i resti della prima Chiesa di San Venanzio, visibili ancora nel parco pubblico, e gli affeschi del XVI sec. della Madonna Liberatrice, che si trovano nell'omonima chiesa.
San Venanzo non è interessante solo dal punto di vista storico-artistico, ma anche dal punto di vista naturalistico e geologico. Il borgo e il suo territorio sorgono, infatti, dove una volta erano attivi tre piccoli vulcani. La presenza di attività vulcanica è testimoniata dalla presenza di un minerale unico al mondo chiamato venanzite. Per rendere noto al grande pubblico questa unicità di san Venanzo, negli ultimi anni è stato allestito il Museo Vulcanologico di San Venanzo, in cui sono spiegate tutte le fasi delle eruzioni e la storia geologica del luogo.
Il territorio di San Venanzo è costellato da borghi piccolissimi e molto pittoreschi: San Vito in Monte (con sorgenti di acque oligominerali), Civitella dei Conti, Collelungo (con il Santuario della Madonna della Luce), Poggio Aquilone, Pornello, Rotecastello. Infine vi è Ospedaletto, di grande interesse per il turismo verde grazie alla presenza di pinete, parchi attrezzati e riserve faunistiche, in una sola parola "Parco dei Sette Frati", attrezzato per pic-nic e spettacoli all'aperto, con camper-service ed il centro di documentazione naturalistica "Centro Documentazione Flora e Fauna del Monte Peglia".
















